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COFANETTO "PSICOTERAPIA E…": L'IMMAGINARIO E IL DIAVOLO + SCEGLIERE LA DIPENDENZA (PREZZO SPECIALE!)
di Roberto Carnevali (ARPANet)

LIBRO
ISBN 978-88-7426-251-9
pp. 254, cm. 14,5x23
Prezzo di copertina: 24.00

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A undici anni dalla prima pubblicazione in Italia (con FrancoAngeli), esce questa seconda edizione de "L'immaginario e il Diavolo" per Edizioni ARPANet, in concomitanza con la versione definitiva di "Scegliere la dipendenza", in cui sono trasmigrate, rivedute e corrette alcune parti della prima edizione del libro. L'autore ha eliminato queste parti, e apportato alcune modifiche al testo, arrivando a una versione completamente aggiornata de "L'immaginario e il Diavolo", che si affianca così a "Scegliere la dipendenza" formando un corpus organico.

L'immagnario e il Diavolo
Il rapporto tra immaginario e simbolico è stato molto trattato in ambito psicoanalitico.
In particolare Diego Napolitani ne ha fatto uno dei fondamenti del suo pensiero, rielaborando in forma originale la teoresi gruppoanalitica. Pensando al sim-bolico come “ciò che unisce” e al dia-bolico come “ciò che separa”, l’autore stabilisce un filo conduttore tra immaginario e diabolico, che si incentra sull’analista riconcepito come colui che entra nella vita dell’analizzando “rompendo” la sua continuità, con una funzione, per l’appunto, “diabolica” che lo colloca in un immaginario propositivo. Il discorso, che si articola in modo specifico nella seconda sezione di questo volume, intitolata, come il libro stesso, L’immaginario e il diavolo, ne rappresenta il fulcro; Gino Pagliarani, che lesse questa parte in anteprima, così ne parlò in una nota a piè di pagina di un suo lavoro: “Originale, di avvincente scrittura e di rilevante pensiero. La sua pubblicazione costituirà un sicuro apporto, specie per gli adepti della gruppoanalisi. Segnalo in particolare il capitolo ‘L’immaginario come spazio creativo’ che sfonda certe restrizioni della teoria gruppoanalitica, allargandone l’orizzonte”. Su questo nucleo centrale l’autore ha sviluppato un percorso che, mantenendo come punto di riferimento la “diabolicità” dell’immaginario, affianca alla teoria una proposta di rivisitazione della clinica gruppoanalitica come campo applicativo della psicoanalisi relazionale.

Scegliere la dipendenza
In una società che esalta l’individuo come centro del mondo, la dipendenza viene vista, in misura progressivamente sempre maggiore, come un male da curare, che si contrappone all’idea di autonomia e di libertà.
Questo libro (che raccoglie le lezioni tenute dall’autore presso la Scuola di Psicoterapia dell’Istituto Erich Fromm di Bologna nel 2013) è stato concepito come ciclo di lezioni di psicologia sociale e dei gruppi per psicoterapeuti, ma si rivolge anche al grande pubblico proponendo un percorso che, ribaltando la concezione individualistica della società di oggi, giunge a riconcepire la dipendenza come elemento costitutivo delle relazioni umane, indispensabile a chi vive nel mondo per operare delle scelte, amplificando, attraverso la condivisione, la propria libertà.
Viene tracciato un percorso che, prendendo le mosse dai risvolti sociali della psicoanalisi degli anni ’70, propone inizialmente una rilettura di alcuni aspetti del pensiero di Freud, passando attraverso l’uso del gruppo in varie forme di psicoterapia e nella gruppoanalisi in particolare, per giungere infine a mettere in relazione alcuni fondamenti del pensiero di Erich Fromm col concetto di Amae dello psicoanalista giapponese Takeo Doi, che rappresenta un rivisitato concetto di dipendenza su cui l’autore fonda il suo lavoro clinico e psicoterapeutico.




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