Panni sporchi

Panni sporchi

4,9913,50

di: Roberto Carnevali

Già curatore della collana ARPANet “Psicoterapia e…” e autore di numerosi saggi sulla psicoanalisi, Roberto Carnevali – al suo esordio nella narrativa – scrive di famiglie virtuose nel pubblico, ma dal privato inquietante, in cui la realtà, nell’epilogo di ogni storia, è spesso stravolta rispetto alle intenzioni dei protagonisti. Un viaggio, arguto e realissimo, negli intrecci e nei conflitti della vita, all’insegna dei “panni sporchi” richiamati nel titolo, da lavare rigorosamente in casa propria. Eppure…
Con uno stile nitido e particolareggiato, il libro invita ad approfondire le pieghe dell’essere e dell’umana natura. La raccolta si compone di dieci racconti che appagano il piacere della lettura e quello della riflessione.

«AI racconti sono stati scritti in questa sequenza: prima gli otto centrali, poi il primo e infine l’ultimo, chiamati “Prologo” e “Epilogo” anche se sono racconti a tutti gli effetti e non hanno agganci diretti con gli altri, perché sono l’inizio e la fine di una parabola che va dal luogo comune “I panni sporchi si lavano in casa propria”, seppur declinato in modo originale, alla conclusione di panni che ai vecchi conservatori appaiono sporchi mentre a chi si affaccia sulla vita appaiono limpidi. Il percorso della parabola passa attraverso mondi in cui troviamo vari personaggi nelle cui storie c’è un privato inquietante che per qualche motivo viene tenuto nascosto, e un “pubblico” che appare in un altro modo, con un finale di ciascun racconto che, a seconda dei casi, risulta portatore di uno stravolgimento rispetto all’intenzione del protagonista. Il racconto che è portatore del maggior intreccio conflittuale è Augusto, e non a caso viene subito prima dell’Epilogo. Augusto vive la sua vita mostrando dei panni che ritiene sporchi, e quando ha l’occasione per vestire i panni puliti che ha sempre sognato di indossare si accorge che la sua visione della vita si capovolge, anche se ormai non riesce più a godere di questa scoperta perché si è troppo immedesimato nel personaggio che, pur odiandolo, ha incarnato per tutta la vita.»

«Avevo fatto l’Augusto per tanti anni, ogni giorno! Possibile che non mi fossi mai accorto che tutti gli applausi erano per me? Eppure era così. Quando ero Augusto mi sentivo la spalla del bianco, quello che fa da contrappunto al vero clown. E invece adesso mi accorgevo che la vera spalla era il bianco, e che il dominatore della pista era lui, Augusto. E mentre pensavo a tutto questo il numero era finito.»

Leggi la recensione di Désirée Paola Capozzo

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Descrizione prodotto

Panni sporchi

96 pp. 14,5×21 cm

autore: Roberto Carnevali